Il Partito che vorrei…

8 marzo 2011 | Di: Marta Romano

Siamo alle solite.

Mancano pochi mesi alle elezioni comunali, e i paesi sembrano risvegliarsi, o meglio, i partiti sembrano uscire dal letargo, ripopolarsi. Ormai tutti, dal PDL, al PD, passando per API,MPA,IDV (chi più ne ha, più ne metta!), pullulano di gente, interessata solo ed esclusivamente al bene del proprio Comune.

Chissà perché, però, quest’amore per il proprio paese e questa voglia di fare politica si riaccendano soltanto in un periodo di tempo così breve, e si spengano, troppo spesso, pochi mesi dopo il voto.

In realtà, per me, la politica, l’essere in un partito, è tutt’altro. La vita di partito va ripensata.

Per me, significa Partecipazione, continua e disinteressata, alla vita politica di un paese, significa vivere a contatto con i problemi di tutti i giorni, vederli con i propri occhi, toccarli con mano. Far parte di un partito significa, prima di tutto, sedersi in cerchio, guardarsi negli occhi, e discutere, discutere e discutere. Condividere notizie, portare alla luce problemi e, insieme, formulare proposte. Insieme, per l’appunto.

Infatti, continuo a credere che in un partito ogni tesserato debba avere pari dignità nelle assemblee. Nonostante io venga da un’esperienza fortunata, nonostante io abbia potuto assaporare in prima persona  una viva attività partitica, so che in molti casi quella che io ho vissuto come normalità in questi anni, è pura utopia.

Quasi sempre, la situazione è questa: le assemblee non esistono, le sedi sono ermeticamente chiuse, e le chiavi sono detenute dai “soliti vecchi volponi della politica, che organizzano riunioni per pochi eletti” (citazione di un mio giovane amico).

Fortunatamente, non è sempre così.  In alcuni casi, continua a sopravvivere quella passione e quella voglia di fare politica, e si anima nei cuori di persone che credono, come me, che la vita di partito debba fondarsi su Partecipazione e Condivisione. Quella condivisione di idee, di gioie e, perché no, anche di delusioni, che può rendere grande un partito.

Ebbene, la mia speranza è proprio questa: che nei partiti si possa respirare quest’aria nuova, di cambiamento. Soltanto così, riacquisirebbero credibilità, anche agli occhi dei giovani, e forse tornerebbero ad animarsi, non solo a pochi mesi dalle elezioni.

L’unico errore da non commettere, secondo me, è lasciare che la passione di chi fa politica per passione, in maniera del tutto disinteressata, possa essere brutalmente schiacciata da interessi o da chi, a pochi mesi dal voto, brama per mettersi in mostra. La mia speranza, è che i partiti possano cacciar fuori l’orgoglio, far sentire la propria voce, anche a livello territoriale, e non lasciare che questo possa accadere.

Soltanto così, credo, si potrà voltare pagina ed iniziare ad immaginare un nuovo modo di fare politica. Non lo spero per me, ma per tutti coloro che ancora ci credono.

Marta Romano

In: Politica

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