Basilicata: terra dai mille problemi e dalle mille risorse

25 maggio 2011 | Di: Marta Romano

Sono stanca di vedere la mia Terra morire giorno dopo giorno. Sono stanca di leggere dati pietosi sulla nostra Regione, a cui spettano i “record” più tristi, povertà diffusa ed emigrazione giovanile su tutti. Non ne posso più e, come me, molti altri.

Noi lucani siamo stufi di vedere la nostra terra usurpata, sfruttata e abbandonata. Da terra di Briganti fieri e combattivi, la Basilicata è decaduta al ruolo di parassita della società italiana ed europea che cerca di attingere fondi qui e lì, per emergere dalla soglia del nulla totale.

Eppure, le risorse non mancano, sia di tipo economico, sia di tipo culturale. E allora, qual è il nostro limite? Probabilmente, ciò che manca è la capacità di gestione e l’inadeguatezza nel trasformare le idee e i progetti in progresso e benefici per questa terra.  Noi lucani siamo stanchi di questa ingiustizia: la Basilicata non può essere la patria della povertà, a dispetto del fatto che sia piena di ogni genere di ricchezze.

Ad esempio, abbiamo un amplissimo bagaglio di storia e cultura, con città del calibro di Matera, Lagopesole o Melfi. Quanti hanno visitato i Sassi del capoluogo di provincia lucano ne sono rimasti profondamente affascinati e hanno portato nel proprio cuore un’immagine, un fotogramma, di quelle piccole abitazioni costruite a partire da un materiale povero e semplice come il tufo. Piccole casette, capaci di ospitare nove, dieci o anche più persone, simbolo di una civiltà contadina, a  sua volta emblema della società lucana. Fortunatamente, lo sviluppo promosso in questa città negli ultimi anni, insieme con l’abilità dei materani nell’investire i fondi europei, hanno fatto sì che i Sassi venissero dichiarati patrimonio dell’Unesco e che Matera fosse candidata al titolo di “Capitale Europea della Cultura” del 2019. Quest’iniziativa porterà migliaia (o,probabilmente, milioni) di turisti nella città lucana.

E allora, perchè non pensare di puntare sulla cultura anche in altre zone della Basilicata? Ad esempio, si potrebbe creare una sorta di “itinerario federiciano” tra i castelli di Melfi e Lagopesole: essi, infatti, racchiudono al loro interno secoli di storia durante i quali, soprattutto grazie ai Normanni e agli Svevi, Melfi e Lagopesole raggiunsero il loro massimo splendore. E così, come queste due città costituirono dei punti di riferimento per tutto il Sacro Romano Impero, in quanto centri d’attrazione culturale e naturale, potrebbero divenire un polo d’attrazione nevralgico per l’Europa e il Mediterraneo.

Un itinerario culturale, per ridare nuovo splendore a queste due cittadine e alla Lucania intera: perchè no? Basterebbe lasciare da parte le gelosie e l’egoismo, ed investire sulla cultura per rilanciare la nostra terra a livello nazionale prima, ed europeo poi.

Sarò anche un’utopista,  ma preferisco essere una sognatrice, piuttosto che rassegnarmi ad una triste realtà.

“Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà.” -Eraclito

Marta

In: Politica, Riflessioni



1 Response to Basilicata: terra dai mille problemi e dalle mille risorse

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  Basilicata: la regione più povera d’Italia by Basilicata

15 luglio 2011 alle 19:22

[...] la nostra Terra non è certamente povera di risorse, anzi! Abbiamo risorse energetiche (il petrolio), ambientali (l’acqua) e culturali (Melfi, [...]

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